Poggibonsi

Poggibonsi

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Marturi, così si chiamava Poggibonsi prima della creazione, intorno alla metà del XII secolo, del castello di Podium Bonitii (che darà poi nome al paese). Costituiva nel Medioevo un importante nodo viario poiché si trovava al punto di convergenza sulla Francigena di una serie di itinerari che conducevano ai principali centri della Toscana.  Per la sua importanza in ordine al controllo della viabilità, il luogo fu conteso tra i potentati regionali dell'epoca, sinché nel 1270 Firenze se ne impossessò definitivamente imponendo la distruzione del castello (che si trovava ove è oggi la fortezza medicea di Poggio Imperiale) e il trasferimento in piano dell'abitato. Recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce alcune vestigia di Podium Bonitii, che si sono aggiunte all'unico monumento superstite: la cosiddetta Fonte delle Fate, una grande fonte pubblica impostata su sei arcate doppie a sesto acuto. Successiva alla distruzione del 1270 è la gotica basilica francescana di San Lucchese che, con il suo convento, sorge sull'altura dirimpettaia al sito del castello, mentre niente rimane dell'antica badia di San Michele a Marturi, monastero regio di probabile fondazione longobarda, i cui resti furono riutilizzati nell'Ottocento per realizzare il neo-gotico castello di Badia.

Molteplici testimonianze confermano l'importanza di Marturi-Podium Bonitii come punto di sosta lungo la Via Francigena. Basterà ricordare i numerosi alberghi menzionati nelle fonti trecentesche e gli almeno quattro tavernarii che risultano esservi stati nel 1221. Significativa è poi la presenza, tutto intorno a Poggibonsi, sulle strade che vi convergevano, di ben sette chiese canonicali (abbiamo già accennato come l'assistenza ospitaliera rientrasse tra i compiti dei canonici). In alcune di tali canoniche, peraltro, sono rilevabili richiami e simboli del pellegrinaggio: croci di tipo gerosolimitano (a Cedda e a Casaglia), le figure dei re Magi, i primi pellegrini della storia della salvezza (Talciona), una croce stradale (Cedda).

Nel Trecento si contavano a Poggibonsi ben quattro spedali, oltre a due magioni dell'ordine ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, che si trovavano entrambe poco fuori l'abitato. Una, intitolata alla Santa Croce, era a Torri, a monte di Poggibonsi (un'alta torre duecentesca in laterizio ne indica tuttora il sito); l'altra, sul proseguimento della Via Francigena per Siena, era la magione di San Giovanni Battista al Ponte, così detta perché ubicata in prossimità del superamento del torrente Staggia. Quest'ultima  ha conservato l'originaria disposizione degli ambienti che la componevano, che si distribuiscono attorno a una corte interna, sulla quale si affaccia anche la romanica chiesa a una navatella absidata.


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